SCLEROSI MULTIPLA E CELLULE STAMINALI
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SCLEROSI MULTIPLA E CELLULE STAMINALI
17 maggio 2008- Cinque anni per arrivare ai primi test basati sulle cellule staminali per la cura della sclerosi multipla nell'uomo: è la scadenza che si danno i ricercatori riuniti oggi a Roma, nel convegno scientifico organizzato per i 40 anni dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) e che apre la settimana nazionale (17-25 maggio) dedicata alla ricerca e all'assistenza dei 57.000 malati in Italia. "Entro i prossimi cinque anni pensiamo di poter passare ai test sull'uomo", ha detto Gianvito Martino, del Dipartimento di biotecnologie (Dibit) del San Raffaele di Milano. Sono infatti questi i tempi previsti dal progetto sulle staminali promosso dalla Federazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism) e che Martino conduce insieme ad Antonio Uccelli, della clinica neurologica dell'università di Genova. Mentre i test fatti sui topi dal gruppo milanese utilizzano cellule nervose fetali, quelli di Uccelli si basano su cellule del sangue. "Quello che ci interessa - hanno osservato i ricercatori - è verificare la capacità che queste cellule hanno di sostenere le cellule nervose colpite dalla malattia". Se questo meccanismo di protezione fosse dimostrato, potrebbe essere valido per diversi tipi di cellule e di malattie. L'obiettivo realistico dei prossimi anni, hanno concluso, non è quindi sostituire le cellule colpite dalla malattia, ma aiutarle e proteggerle. E se questo intervento venisse fatto molto precocemente significherebbe bloccare la sclerosi multipla sul nascere, facendo guadagnare ai pazienti molti anni di buona qualità di vita.
Le idee e le tecnologie per realizzarle ci sono, i dati incoraggianti nei test preliminari pure. Per poter avviare la sperimentazione sull'uomo della terapia genica contro la sclerosi multipla mancano solo i fondi: all'incirca uno o due milioni di euro. A dirlo è Roberto Furlan, ricercatore dell'Istituto San Raffaele di Milano, a margine del convegno scientifico organizzato a Roma per i 40 anni dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism). "Abbiamo ottenuto risultati promettenti nella nostra sperimentazione su topi e scimmie - spiega Furlan - e ora saremmo pronti a condurre esperimenti clinici sulle persone. Ma questo richiede parecchi soldi, difficili da reperire sia per lo scarso interesse dell'industria, sia per il clima negativo che si è creato intorno alla terapia genica, a causa delle eccessive speculazioni e delle attese esagerate". Nella metà degli anni '90, il gruppo di ricerca del San Raffaele ha avviato sugli animali i primi test di terapia genica per la sclerosi multipla. La tecnica consiste nel veicolare all'interno della cellula malata un gene attraverso un 'cavallo di Troia', cioè un virus modificato e quindi innocuo per la salute. Quando il virus entra nella cellula bersaglio, dalla sua 'pancia' esce questo gene-Ulisse che porta alla produzione della molecola utile contro la sclerosi multipla. L'approccio che si é rivelato più promettente, ha detto Furlan, è quello basato sull'interleuchina 4 (Il4), una molecola capace di ridurre l'infiammazione tipica della sclerosi multipla."Saremmo pronti a partire con i test sull'uomo se solo avessimo i fondi. Basterebbero - ha concluso - uno o due milioni per uno studio su cinque pazienti, come primo passo per le necessarie verifiche sulla sicurezza della cura".
(Ansa)
Per queste cose i soldi è difficile trovarli, invece per le solite commissioni o commissari straordinari le varie regioni ed enti ecc., li trovano li trovano....
Le idee e le tecnologie per realizzarle ci sono, i dati incoraggianti nei test preliminari pure. Per poter avviare la sperimentazione sull'uomo della terapia genica contro la sclerosi multipla mancano solo i fondi: all'incirca uno o due milioni di euro. A dirlo è Roberto Furlan, ricercatore dell'Istituto San Raffaele di Milano, a margine del convegno scientifico organizzato a Roma per i 40 anni dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism). "Abbiamo ottenuto risultati promettenti nella nostra sperimentazione su topi e scimmie - spiega Furlan - e ora saremmo pronti a condurre esperimenti clinici sulle persone. Ma questo richiede parecchi soldi, difficili da reperire sia per lo scarso interesse dell'industria, sia per il clima negativo che si è creato intorno alla terapia genica, a causa delle eccessive speculazioni e delle attese esagerate". Nella metà degli anni '90, il gruppo di ricerca del San Raffaele ha avviato sugli animali i primi test di terapia genica per la sclerosi multipla. La tecnica consiste nel veicolare all'interno della cellula malata un gene attraverso un 'cavallo di Troia', cioè un virus modificato e quindi innocuo per la salute. Quando il virus entra nella cellula bersaglio, dalla sua 'pancia' esce questo gene-Ulisse che porta alla produzione della molecola utile contro la sclerosi multipla. L'approccio che si é rivelato più promettente, ha detto Furlan, è quello basato sull'interleuchina 4 (Il4), una molecola capace di ridurre l'infiammazione tipica della sclerosi multipla."Saremmo pronti a partire con i test sull'uomo se solo avessimo i fondi. Basterebbero - ha concluso - uno o due milioni per uno studio su cinque pazienti, come primo passo per le necessarie verifiche sulla sicurezza della cura".
(Ansa)
Per queste cose i soldi è difficile trovarli, invece per le solite commissioni o commissari straordinari le varie regioni ed enti ecc., li trovano li trovano....
Sai Alby
anche noi stiamo aspettando (muovendoci in vari modi nel frattempo) perchè Angelo Vescovi del San Raffaele di Milano trovi qualcosa che possa inocularci le cellule staminali e i nostri disturbi neurologici possano diminuire.
Addirittura avevamo fatto l'SMS solidale (neurothon,ricordate) , ma siamo riusciti ad avere solo 50.000€.
Poi abbiamo proposto all'associazione nazionale sclerosi laterale amiotrofica di costituire il 21 giugno dei gazebo per poter raccogliere altri fondi, ma loro hanno cassato la nostra proposta perchè per loro toglievamo attenzione alla loro malattia.
Lo faremo un'altro giorno.
Il motivo per cui sono voglioso di iniziare una carriera politica è proprio questo:concedere ad ogni tipo di malattia i fondi necessari alle ricerche.
Probabilmente in molti non lo sanno, ma anche noi gradiremmo guarire e tutti ne guadagnerebbero se fossimo tutti abili.
Mi raccomando:sempre a testa alta!
Addirittura avevamo fatto l'SMS solidale (neurothon,ricordate) , ma siamo riusciti ad avere solo 50.000€.
Poi abbiamo proposto all'associazione nazionale sclerosi laterale amiotrofica di costituire il 21 giugno dei gazebo per poter raccogliere altri fondi, ma loro hanno cassato la nostra proposta perchè per loro toglievamo attenzione alla loro malattia.
Lo faremo un'altro giorno.
Il motivo per cui sono voglioso di iniziare una carriera politica è proprio questo:concedere ad ogni tipo di malattia i fondi necessari alle ricerche.
Probabilmente in molti non lo sanno, ma anche noi gradiremmo guarire e tutti ne guadagnerebbero se fossimo tutti abili.
Mi raccomando:sempre a testa alta!






