Non solo Ferrari: ecco gli italiani che vincono
Pagina 1 su1•
Non solo Ferrari: ecco gli italiani che vincono
(AGM-DS) - Il trionfo di Kimi Raikkonen in Brasile ha rilanciato il marchio italiano nel mondo. La Ferrari, si e` detto, rappresenta il bello del nostro Paese, l’immagine vincente da esportare, il modello da imitare. E cosi` si dice ogni volta un nostro atleta o una nostra squadra, in qualsiasi sport, tiene alti i colori azzurri. Ma se successi come quelli in Formula Uno e nel calcio conquistano facilmente le prime pagine dei giornali, sono tante le imprese azzurre che, anche se meno pubblicizzate, restano nella storia: sono quelle inattese, che arrivano senza che nessuno se le aspetti, oppure quelle conquistate da atleti che, fino a quel momento, erano sconosciuti al grande pubblico.
L’ultimo emblema di questa Italia che soffre nell’ombra, suda e conquista a fatica un posto sotto i riflettori e`, in ordine rigorosamente cronologico, Vanessa Ferrari, 16enne ginnasta di Orzinuovi, la prima italiana capace di vincere una medaglia d’oro ai campionati mondiali di ginnastica artistica ad Aarhus, in Danimarca. E’ il 19 ottobre 2006 quando l’azzurra chiude la prova del corpo libero con il punteggio record di 15.500. Ma la Ferrari stupisce tutti, oltre che per le sue capacita` tecniche, anche per quello che chiede alle istituzioni pochi giorni dopo il trionfo: una palestra per allenarsi, visto che in quella vecchia non aveva nemmeno lo spazio sufficiente per svolgere gli esercizi nel modo corretto. La palestra le verra` prontamente consegnata e nessuno potra` mai rimproverare Vanessa di non essersela meritata.
Poco prima di lei aveva conquistato il cuore degli italiani un altro ‘uomo qualunque’: Enrico Fabris, 24enne pattinatore di Asiago, sportivamente cresciuto grazie agli insegnamenti del padre Valerio. L’azzurro, considerato uno dei migliori pattinatori italiani, vive due mesi di grazia all’inizio del 2006: a gennaio diventa il primo italiano a vincere un titolo europeo di pattinaggio di velocita` su pista lunga all-round, poi alle Olimpiadi di Torino strappa tre medaglie e diventa l’azzurro copertina dell’intera manifestazione: oro nei 1500 e nell’inseguimento a squadre, bronzo sui 5.000. Il 22 marzo 2006 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Commendatore al merito.
Si dice che noi italiani, spesso, ci esaltiamo nelle difficolta`. Il discorso vale sicuramente per il calcio (basta ricordare la vittoria agli ultimi Mondiali), ma non solo: la squadra azzurra di tennis, nel dicembre 1976, ci regala un sogno vincendo la Coppa Davis. Il trionfo avviene in Cile, contro la squadra di casa, ma il cammino per arrivare a quel match e` ben diverso. Gli azzurri ci arrivano tra mille fatiche, i cileni solo perche` la maggior parte dei loro avversari si rifiutano di sfidarli, in quanto rappresentanti di un Paese oppresso. L’Italia vince 4-1: Barazzutti e Panatta (storico il suo match decisivo contro Jaime Fillol, vinto 10-8 al quarto set) conquistano i punti decisivi e portano per la prima (e finora unica) volta la coppa in Italia. La squadra femminile riuscira` a eguagliare l’impresa trent’anni piu` tardi, vincendo l’edizione 2006 della Federation Cup.
E poi ci sono loro, i ragazzi del basket. La recente delusione agli Europei in Spagna non potra` mai oscurare la cavalcata trionfale del quintetto azzurro di Carlo Recalcati alle Olimpiadi di Atene 2004: l’Italia vince la medaglia d’argento contro tutti i pronostici, battendo in semifinale la fortissima Lituania per 100-91 e arrendendosi solo in finale all’Argentina.
Infine la vela, che ha contribuito non poco a esportare il marchio italiano nel mondo. L’anno della svolta e` il 1992 quando il Moro di Venezia del duo Gardini-Cayard, dopo le esperienze di Azzurra nel 1983 e nel 1987, riesce in un’impresa mai riuscita prima in 141 anni di storia di questo sport: vince la Louis Vuitton Cup (battendo francesi e giapponesi), spezza il dominio delle imbarcazioni angolofone e diventa la prima imbarcazione italiana a lottare per la conquista dell’America’Cup: il sogno si infrange contro America 3, che vince la finale per 4-1.
P.s.: Che goduria la vittoria della rossa domenica!!!!!!!!!!

L’ultimo emblema di questa Italia che soffre nell’ombra, suda e conquista a fatica un posto sotto i riflettori e`, in ordine rigorosamente cronologico, Vanessa Ferrari, 16enne ginnasta di Orzinuovi, la prima italiana capace di vincere una medaglia d’oro ai campionati mondiali di ginnastica artistica ad Aarhus, in Danimarca. E’ il 19 ottobre 2006 quando l’azzurra chiude la prova del corpo libero con il punteggio record di 15.500. Ma la Ferrari stupisce tutti, oltre che per le sue capacita` tecniche, anche per quello che chiede alle istituzioni pochi giorni dopo il trionfo: una palestra per allenarsi, visto che in quella vecchia non aveva nemmeno lo spazio sufficiente per svolgere gli esercizi nel modo corretto. La palestra le verra` prontamente consegnata e nessuno potra` mai rimproverare Vanessa di non essersela meritata.
Poco prima di lei aveva conquistato il cuore degli italiani un altro ‘uomo qualunque’: Enrico Fabris, 24enne pattinatore di Asiago, sportivamente cresciuto grazie agli insegnamenti del padre Valerio. L’azzurro, considerato uno dei migliori pattinatori italiani, vive due mesi di grazia all’inizio del 2006: a gennaio diventa il primo italiano a vincere un titolo europeo di pattinaggio di velocita` su pista lunga all-round, poi alle Olimpiadi di Torino strappa tre medaglie e diventa l’azzurro copertina dell’intera manifestazione: oro nei 1500 e nell’inseguimento a squadre, bronzo sui 5.000. Il 22 marzo 2006 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Commendatore al merito.
Si dice che noi italiani, spesso, ci esaltiamo nelle difficolta`. Il discorso vale sicuramente per il calcio (basta ricordare la vittoria agli ultimi Mondiali), ma non solo: la squadra azzurra di tennis, nel dicembre 1976, ci regala un sogno vincendo la Coppa Davis. Il trionfo avviene in Cile, contro la squadra di casa, ma il cammino per arrivare a quel match e` ben diverso. Gli azzurri ci arrivano tra mille fatiche, i cileni solo perche` la maggior parte dei loro avversari si rifiutano di sfidarli, in quanto rappresentanti di un Paese oppresso. L’Italia vince 4-1: Barazzutti e Panatta (storico il suo match decisivo contro Jaime Fillol, vinto 10-8 al quarto set) conquistano i punti decisivi e portano per la prima (e finora unica) volta la coppa in Italia. La squadra femminile riuscira` a eguagliare l’impresa trent’anni piu` tardi, vincendo l’edizione 2006 della Federation Cup.
E poi ci sono loro, i ragazzi del basket. La recente delusione agli Europei in Spagna non potra` mai oscurare la cavalcata trionfale del quintetto azzurro di Carlo Recalcati alle Olimpiadi di Atene 2004: l’Italia vince la medaglia d’argento contro tutti i pronostici, battendo in semifinale la fortissima Lituania per 100-91 e arrendendosi solo in finale all’Argentina.
Infine la vela, che ha contribuito non poco a esportare il marchio italiano nel mondo. L’anno della svolta e` il 1992 quando il Moro di Venezia del duo Gardini-Cayard, dopo le esperienze di Azzurra nel 1983 e nel 1987, riesce in un’impresa mai riuscita prima in 141 anni di storia di questo sport: vince la Louis Vuitton Cup (battendo francesi e giapponesi), spezza il dominio delle imbarcazioni angolofone e diventa la prima imbarcazione italiana a lottare per la conquista dell’America’Cup: il sogno si infrange contro America 3, che vince la finale per 4-1.
P.s.: Che goduria la vittoria della rossa domenica!!!!!!!!!!
E' certo un brivido averti qui con me in volo libero sugli anni andati ormai e non è facile, dovresti credermi, sentirti qui con me perchè tu non ci sei...











